Brian Laudrup: the joy of football

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Brian Laudrup: the joy of football

Messaggio da leggereda BigAmo » 05/06/2009, 15:41

Ho il piacere di presentarvi la storia di Brian Laudrup, ex-stella dei glasgow rangers, in un articolo che composi qualche tempo fa x il sito italiano dei gers!

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Ogni vero tifoso dei Rangers benedice il 22 Febbraio 1969, data di nascita di uno dei più forti calciatori ad aver mai indossato la maglia blu: Brian Laudrup.
Cresciuto in una famiglia di calciatori (il padre Finn ha un passato in nazionale, il fratello maggiore Michael si copre di gloria con Lazio, Juve, Real e Barcellona) comincia a dar spettacolo sin da giovanissimo in patria, con la maglia del Brondby. Esordisce in nazionale nel 1987 a 18 anni, 2 anni dopo vince il premio come “miglior calciatore danese dell'anno” e si guadagna il trasferimento in Germania.Viene acquistato per una cifra record dal Bayern Monaco, con cui disputa due buone stagioni fino al 1992, anno della consacrazione.
La nazionale danese, infatti, vince a sorpresa gli Europei, a cui è stata ammessa per la rinuncia della Jugoslavia (causa scoppio della guerra), grazie ai colpi di classe di Brian. Il nostro si distingue nel torneo per le sue brucianti accelerazioni e l'imprevedibiltà che dà a tutto il fronte d'attacco, guidando i compagni alla vittoria finale.
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A questo punto tutti lo vogliono: se lo aggiudica la Fiorentina, che sta costruendo uno squadrone con Effenberg e Batistuta. Ma la stagione ha dell'incredibile e i viola, sotto la guida di Agroppi, retrocedono contro ogni pronostico. Brian, pur non demeritando( realizza 5 gol e numerosi assist), vine indicato come capro espiatorio dalla tifoseria, che lo minaccia pesantemente.Inevitabile è il trasferimento. Finisce al super-Milan di Capello, collezionando molti trofei (scudetto e coppa campioni) quanto poche presenze.
A questo punto della carriera il giocatore è profondamente sfiduciato: il calcio italiano, con la sua aggressività e le sue scorrettezze, gli sta facendo perdere la passione nel gioco a cui ha dedicato la vita.
Un uomo riuscirà a farlo ritornare agli splendori perduti: Walter Smith, che lo convince a trasferirsi ai Rangers. E' qui che Laudrup vive le sue stagioni migliori, restando per sempre legato a questi colori, a questi tifosi e a questa città.
La prima stagione (1994/95) non si apre bene: i Gers escono subito dalla Coppa Campioni e dalla Coppa di Lega, oltre a perdere il primo derby in casa.Laudrup prende per mano la squadra e la rilancia in vetta: comincia a sfornare prestazioni sensazionali, assist a ripetizione e gol di pregevole fattura. Il primo di questi lo rifila al Falkirk, con una punizione ad effetto. Il 30 Ottobre sigla il definitivo 3-1 al Celtic dopo una fuga solitaria conclusa con dribbling sul portiere, coronando una prestazione da migliore in campo. I Rangers conquistano il primo posto e non lo lasciano più fino alla fine della stagione (che finiscono a 15 punti sulla seconda!)
Laudrup è il principale artefice della conquista del titolo (il settimo di fila) avendo letteralmente terrorizzato le difese avversarie, con l'aggiunta di 13 splendidi gol complessivi.
Inutile dire che viene eletto “miglior giocatore di Scozia dell'anno” sia dai calciatori che dai giornalisti, oltre ad affermarsi nuovamente come “miglior giocatore danese”.
L'anno successivo i Rangers diventano “spettacolo puro” con l'acquisto di Paul Gascoigne, che va a comporre un arsenale offensivo impareggiabile insieme al danese.
Purtroppo la stagione di Laudrup è caratterizzata da molti infortuni, che gli impediscono di essere sempre presente. Nelle occasioni più importanti però c'è sempre, come dimostra il fondamentale gol messo a segno nello spettacolare derby del 19 Novembre, finito 3-3. La concorrenza dei rivali cittadini, che giocano un ottimo calcio con Tommy Burns, si rivela più ostica del previsto. A fine stagione i biancoverdi risultano aver perso 1 sola (!) partita, in casa proprio contro i Gers( gol di Cleland e Gazza). Nonostante questa impressionante statistica, il titolo resta in casa protestante.
Ma i Rangers non si accontentano e vincono pure la Coppa di Scozia, conquistando il “Double”. In questa competizione Brian si supera, sciorinando colpi di classe incredibili. Nell' Old Firm, in semifinale, segna con un pallonnetto in corsa di rara bellezza mentre nella finale con gli Hearts fa ancora meglio. In quella che passerà alla storia come “the Laudrup final” il danese segna una doppietta e fornisce 3 assist per il 5-1 finale, accecando tutti con le sue magie.
E siamo ora alla stagione 1996/97, la più importante: i Gers conquistano il tanto agognato 9-IN-A-ROW eguagliando il record del Celtic. Inutile dire che a segnare il gol decisivo è proprio Laudrup, con un colpo di testa al Dundee Utd, lo storico 7 Maggio.
Questa rete non è altro che la ciliegina sulla torta di una stagione irripetibile: in Coppa di Lega segna una doppietta in semifinale e offre un assist e una gran prestazione nella vittoria finale sugli Hearts; in Champions sigla altre 2 reti nella magica notte di Vladikavkaz, in cui i Rangers infliggono uno sonoro 7-2 ai campioni di Russia padroni di casa; in campionato i centri sono addirittura 16, alcuni dei quali indimenticabili (contro Aberdeen e Celtic).
Per la seconda volta in 3 anni Brian è “miglior giocatore dell'anno” e ha tutta la Scozia ai suoi piedi.
Proprio sul più bello, però, qualcosa si rompe: il danese viene ceduto a peso d'oro, ma il presidente è costretto a fare marcia indietro per le veementi proteste della tifoseria, che lo considera quasi un Dio.
Ma ormai la squadra è logora e non riesce nell'impresa dei 10 titoli consecutivi, inchinandosi al Celtic per soli 2 punti. Laudrup disputa una buona stagione, ma non sensazionale come quella precedente, e decide di passare al Chelsea per tenetare l'avventura inglese.
Al termine della sua ultima gara ad Ibrox, saluta commosso i suoi tifosi, ricevendo l'applauso di tutto lo stadio.

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Nel corso degli anni il giocatore tornerà spesso a Glasgow, non mancando mai di sottolineare la mancanza della piazza che più lo ha amato, e a cui ha regalato i suoi anni migliori.
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