Brian Clough: la storia...

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Re: Brian Clough: la storia...

Messaggio da leggereda Young Hammer » 05/05/2009, 21:48

bellissimo racconto,davvero complimenti :ave:
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boretim
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Re: Brian Clough: la storia...

Messaggio da leggereda boretim » 26/05/2009, 18:31

:clap: :clap: :clap:
come non ricordare quella gara con il colonia la city ground ?
memorabile.
e i voli da un palo all'altro di shilton in finale ?

chapeau !! :clap: :clap:
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Re: Brian Clough: la storia...

Messaggio da leggereda lineker92 » 27/05/2009, 11:19

...gia',quando Gary Birtles era un giocatore di calcio vero........
go england!!!

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Re: Brian Clough: la storia...

Messaggio da leggereda Conor » 04/07/2009, 12:46

Questo è un mio commento sul fantastico libro di Peace. In confronto a quello che ha scritto GeorgeBest7 non è un granchè, ma a chi interessa eccolo..

Il film sarebbe dovuto uscire ieri ed invece lo hanno posticipato al 31 luglio.... perchè?????? Mi confermate questa data?


THE DAMNED UNITED

“The Damned United” è il romanzo di David Peace basato sul racconto dei famosi 44 giorni passati dal grande allenatore inglese Brian Clough alla guida del Leeds United Football Club nel 1972.
Premetto che prima di aver letto questo bellissimo romanzo, non conoscevo nel dettaglio né la storia di Clough, né, in particolare, la storia di questi 44 giorni, e quindi non posso esprimere giudizi riguardanti la fedeltà di Peace nei confronti della realtà dei fatti nel descrivere certi episodi, certi aspetti del carattere di Clough, certi riferimenti a vari personaggi, tra cui calciatori famosi come Bremner, Giles e Mackay.
Quindi se questo romanzo ha ricevuto delle critiche sotto questo aspetto non sta a me giudicare se queste siano giustificate oppure no, se Peace possa oppure no, aver offeso qualcuno o addirittura la memoria di Brian, se Peace si sia troppo discostato oppure no dalla realtà nel raccontare certi episodi.
Quello che so è che sono rimasto assolutamente affascinato dalla persona di Brian Clough, così come descritta nel libro, e dalla sua carriera da allenatore, oltre ad essere rimasto molto ben impressionato dal romanzo, che ho letto in pochi giorni con grandissima passione e curiosità.
Non so come mai Peace abbia deciso di raccontare proprio quei 44 giorni in particolare, proprio i peggiori, dal punto di vista professionale dell’allenatore inglese, invece di raccontare i fantastici anni passati da Clough ad allenare il Nottingham Forest che ha guidato alla conquista del campionato inglese ed addirittura a vincere per due volte la Coppa dei Campioni, ma penso che lo abbia fatto proprio per cercare di capire cosa sia successo per fare in modo che il legame tra Brian ed il Leeds non potesse funzionare e per capire quali siano state le cause che hanno portato alle dimissioni del manager.
Per un allenatore così bravo, che ha saputo portare ad importanti successi, piccoli club come Derby County ed, appunto, successivamente, il Forest, fu davvero strano il fatto che non riuscì a restare alla guida del Leeds che a quei tempi era la squadra campione inglese in carica, la squadra considerata più forte e con grandi campioni tra le sue file.
Ma è stato interessante scoprire come un uomo di enorme successo abbia saputo sopportare quei giorni nei quali i dirigenti del Leeds non lo hanno saputo capire, ma soprattutto nei quali lui stesso per primo non era convinto dell’incarico che aveva accettato perché non sentiva sua quella squadra, non sentiva suoi quei giocatori, non sentiva suo il campionato appena vinto da Don Revie, l’allenatore che lo aveva preceduto e che aveva portato in alto il Leeds, non sentiva suoi quei tifosi, non sentiva suo quello stadio, non sentiva sua quella città.
Nell’animo di Clough regnava l’incertezza ed il dolore per aver dovuto abbandonare il suo Derby County, i suoi giocatori, la sua gente, il suo titolo vinto. Solo a Derby si sentiva a casa tanto che la sua famiglia rimase lì anche durante il periodo in cui lui allenava il Leeds ed alloggiava in un albergo. Inoltre a Leeds tutti erano rimasti attaccati al ricordo di Revie ed ogni confronto tra i due allenatori suscitava un certo sentimento di rabbia in Clough che di Revie non sopportava i metodi nell’affrontare le partite, i metodi “sporchi” secondo lui, di vincere le partite, e l’atteggiamento arrogante nei suoi confronti, dimostrato negli incontri infiniti tra il Derby ed il Leeds.
Ogni sfida tra il suo Derby ed il Leeds era un’occasione per diventare una sfida personale tra lui e Revie, addirittura quando Clough ne prese il posto al Leeds volle cambiare tutto nel suo ufficio, dalla sedia alla scrivania, ma soprattutto i “dossier” su arbitri e squadre da affrontare; Clough voleva trasformare il Leeds in una squadra onesta, una squadra sì vincente, ma onesta e corretta, ma dentro di sé lo considerava sempre lo “sporco Leeds” ed il continuo riferimento a Revie diventa quasi un’ossessione.
Il romanzo racconta uno alla volta ogni singolo giorno dei 44 che Brian passò nella Società dello Yorkshire, in prima persona, è proprio lui, Brian Clough, nell’immaginazione dell’autore ,che parla, che soffre, che si emoziona, che si racconta, che esterna le proprie paure e preoccupazioni, ma anche le sue gioie e le sue speranze.
La particolarità del romanzo sta nel fatto che mentre vengono raccontati i giorni al Leeds, ci sono anche i ricordi di Clough, brutti, verso la fine prematura della sua carriera da calciatore (comunque positiva con ben 251 gol in 274 partite seppur in squadre di livello non altissimo come Boro e Sunderland) a causa di un grave infortunio per il quale soffrì moltissimo, e belli, verso l’inizio della sua carriera da allenatore, cominciata molto presto all’Hartlepools e continuata con i successi alla guida del Derby County, nel quale non era solo un semplice allenatore, ma molto di più per la squadra e per la città.
Quindi mentre ci si trova a leggere la sofferenza e l’insofferenza di Clough nei suoi giorni a Leeds, ci si immerge all’improvviso, invece, nei giorni felici in cui allenava il Derby e vinceva con il Derby.
I ricordi di Clough al passato sono molto frequenti in quei 44 giorni e spesso i fatti narrati vengono collegati ad altri episodi riguardanti i tempi in cui era calciatore prima ed allenatore poi.Anche alcuni personaggi sono collegati al passato, come per esempio Stokoe che era in campo il giorno del brutto infortunio di Clough ed era in panchina ad allenare il Sunderland contro il Derby, il già citato Don Revie, e poi il costante riferimento a Peter Taylor, grande amico e collaboratore di Brian, compagno nei giorni ad Hartlepools, Derby e Brighton. Ma fu proprio quando Clough decise di lasciare il Brighton per accettare le offerte del Leeds che Peter decise di non seguirlo e di abbandonarlo. La scelta di Brian di lasciare dopo una sola stagione il Brighton sembrò infatti a Peter una decisione scorretta nei confronti del presidente Mike Bamber che aveva creduto in lui anche quando, dopo il licenziamento dal Derby County, la sua carriera da allenatore sembrava seriamente compromessa a causa anche di sue dichiarazioni in televisione contro la FA ed a causa delle voci messe in giro da Longson, presidente del Derby, circa il suo brutto carattere ed il suo modo di gestire la squadra.
Anche la nazionale inglese sembrava snobbarlo per gli stessi motivi, tanto che quando Alf Ramsey venne licenziato, il nome di Clough, che in quel momento si trovava disoccupato, non comparve nemmeno tra i possibili candidati alla successione.Il capitolo nazionale si collega al passato ed al difficile legame tra il “dannato” Clough e l’Inghilterra; così come non venne preso in considerazione per allenare la nazionale del suo paese, cosa che lo avrebbe riempito di orgoglio, non venne preso molto in considerazione nemmeno da calciatore. Non gli bastò segnare, non gli bastò giocare alla grande, non gli bastò esordire in nazionale, per conquistare la fiducia del commissario tecnico, che, nonostante continue false promesse, non lo convocò più, probabilmente a causa della fama che si era creato di giocatore difficile dal punto di vista caratteriale.
Ma i motivi di maggiore rimpianto per lui derivavano dall’abbandono di Peter, soprattutto nei giorni infelici a Leeds, un vero tormento per Clough che tentò anche di convincerlo a tornare con lui, ma inutilmente. Spesso in quei tristi giorni i ricordi di Brian vanno al vecchio amico fidato con il quale spesso si era anche scontrato, ma che alla fine rimaneva sempre il suo unico vero amico, compagno di mille battaglie, ma allo stesso tempo traditore.
Un’altra figura importante nel romanzo è rappresentata dalla moglie di Brian: mai descritta nel dettaglio e mai protagonista, ma la sua presenza si sente ed anche molto in ogni decisione del marito, in ogni momento difficile, in ognuno di quei momenti, nella vita di un uomo, in cui l’unica persona che veramente si vorrebbe accanto è la persona che si ama, e la persona da cui ci si sente amati. Anche la morte della madre fu un momento molto triste per Brian che era un uomo con un grande senso della famiglia, tanto che, quando il Derby andava in ritiro a Maiorca, lui voleva portare con sé moglie e figli.
Il libro ci aiuta a capire soprattutto l’aspetto umano, piuttosto che quello da allenatore, di Brian Clough, un personaggio certamente importante nella storia del calcio inglese, uno che parlava in faccia a tutti, uno che ebbe il coraggio di definire “bastardi” i dirigenti e la squadra della Juventus che eliminò il suo Derby in semifinale di Coppa dei Campioni in modo quanto meno sospetto, viste certe decisioni arbitrali, uno che era diventato anche un opinionista televisivo, visto quanta era ormai la sua popolarità e visto quanto la gente lo ascoltava e lo seguiva.
Per lui folle intere si muovevano in cortei di protesta quando venne licenziato dal Derby, per lui i suoi giocatori erano pronti a scioperare per riaverlo come allenatore, ma alla fine non bastò e quando decise di andare al Leeds solo la famiglia gli restò accanto, ma lui, in quella città, si sentiva maledettamente solo e contro tutto e tutti.
Mi piacerebbe dopo aver conosciuto così bene i primi anni della carriera di Clough, sapere di più anche sui suoi anni al Forest, sui suoi successi; probabilmente Peace ha scelto di raccontare i 44 giorni al Leeds proprio perché, nel corso della sua brillante carriera, sono stati quelli meno felici e quindi meno conosciuti.
Secondo il mio modesto parere Clough è stato veramente uno dei più grandi personaggi del calcio, tanto da meritarsi statue e riconoscimenti sia a Derby che a Nottingham, due città tra l’altro calcisticamente rivali, non soltanto per essere riuscito a portare successi importanti due club poco blasonati, ma anche per aver saputo sempre dire quello che pensava andando sempre contro, se ce n’era bisogno, e mantenendo un ideale di calcio pulito, onesto e sincero.
Penso che a Leeds molti rimpiangano quei 44 giorni e che avrebbero voluto vedere Clough alla guida dello United per molto più tempo.
Questo però è il destino di questo tipo di gente: gente che dice quello che pensa senza preoccuparsi delle conseguenze, gente che pur di mantenere il proprio orgoglio è disposta a rischiare, gente che ama il calcio e che purtroppo, a volte, il calcio non capisce.


p.s. mi scuso se ci fosse qualche errore, ma sinceramente prima di leggere il libro non conoscevo la storia di Clough in modo dettagliato.

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Re: Brian Clough: la storia...

Messaggio da leggereda lineker92 » 04/07/2009, 13:38

dopo gbr 66 di Lesmo,Cadamarteri e barbuti,anche stonefaith e' un altra grande acquisizione per questo forum,lo dico nel senso strettamente culturale,potrai dare molto al forum ed ai giovani che si sono avvicinati a questo forum.
Io sono tra i decani,nel senso che anche in internet scrivo di calcio inglese da 8 anni il prossimo 7 ottobre,e tifo nazionale e club nelle coppe europee da 32,provengo da un'altro forum dedicato alla materia ed ora mi trovo qui.
COMPLIMENTI.
CIAO.
go england!!!

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Re: Brian Clough: la storia...

Messaggio da leggereda Conor » 06/07/2009, 0:49

Ti ringrazio infinitamente per le belle parole, che se poi arrivano da uno che si intende di calcio inglese e lo segue con passione da così tanto tempo, valgono ancora di più!
Nel mio piccolo sto cercando di avvicinarmi sempre di più a questo fantastico mondo e finalmente ho trovato il posto giusto per esprimere i miei pensieri a riguardo.
Non mi ritengo niente di speciale, però di certo amo questo calcio e mi piace molto scrivere, tanto che sto buttando giù qualche idea per scrivere qualcosa sulle mie esperienze e su come è nata questa passione.
Ho da poco (in colpevole ritardo) fatto l'abbonamento a Fever Pitch che credo sia un progetto ambizioso e fantastico e se un giorno sarò così bravo da scrivere qualcosa che sia degno di meritare uno spazio su questa rivista, sarà per me motivo di enorme orgoglio!!
Grazie davvero, penso che questa passione vada oltre il semplice tifo per una singola squadra, ma che sia qualcosa di più grande che va scoperto giorno dopo giorno attraverso le testimonianze di ognuno di noi!
Ciao!

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Re: Brian Clough: la storia...

Messaggio da leggereda lineker92 » 06/07/2009, 11:34

aggiungo inoltre che chi ha la fortuna,la lungimiranza,come nel mio caso,negli anni 80 lo facevo per puro hobby ma mi rendo solo ora conto di quanto e' e potra' essere valido,per chiunque ora ed in futuro,la costanza,di registrare le partite di nazionale e coppe europee come tuttora faccio io anche in eta' piu' matura,si trova in casa un patrimonio di valore e una grande testimonianza diretta documentale per poter sostenere quanto dice nelle conversazioni che,per noi englandfans,sono spesso pane quotidiano visto che ci troviamo nel paese "sbagliato" e della spocchia,molto spesso.
Ripensandoci,sono fiero di aver deciso di farlo allora e di farlo ancora adesso.
ciao.
go england!!!

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Re: Brian Clough: la storia...

Messaggio da leggereda boretim » 24/09/2009, 14:49

per gli appasionati del leeds utd, vorrei solo dire che ci furono altri 44 giorni particolari, quelli che passò jock stein sulla panchina del leeds fra la fine della sua storia al celtic e prima di essere nominato manager della scozia. e come lasciò il leeds è al limite del tragicomico, basta leggere la biografia compilata da archie macphearson su questo particolare.
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Re: Brian Clough: la storia...

Messaggio da leggereda Conor » 24/09/2009, 20:34

iIl film "Il maledetto United" dovrebbe uscire nei cinema italiani il 22 gennaio 2010.
In Inghilterra è già uscito il dvd...

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Re: Brian Clough: la storia...

Messaggio da leggereda gmallanobf » 07/10/2009, 17:23

Attratto dalla grande pubblicità mediatica riservata al Dannato United (libro) e dai bellissimi commenti letti in questo Forum, appena l'ho trovato in libreria (in italiano) l'ho preso, ed ora finalmente l'ho iniziato a leggere. Sono lontano dalla fine ma qualche impressione me la sono già fatta. Fatico anche io a valutarlo sul piano della perfetta aderenza 'storica' (centinaia di pagine dedicate a soli 44 giorni scendono ad un livello di dettaglio davvero totale), però dal punto di vista letterario lo trovo bellissimo. Linguaggio (sintassi e scrittura) duro ma per niente banale, soprattutto una sorta di autobiografia (non autorizzata) che si pone il coraggioso obiettivo di raccontarci Clough non 'dall'esterno' (punto di vista dal quale l'abbiamo di solito conosciuto, dipinto da agiografi o critici feroci) ma dall'interno del personaggio. Quindi non tanto come gli altri vedono lui ma come lui vedeva il mondo, in particolare durante quei 44 giorni. L'impresa non è narrativamente semplice, però mi pare che Peace se la cavi egregiamente. Bellissimo anche il continuo ping-pong fra i 44 giorni e il percorso attraverso il quale Clough ci arriva, dall'infortunio agli esordi da manager al Derby fino al Leeds. Coinvolgente l'immersione iper-realistica nel calcio degli anni '70; non 'mediata' dal racconto di uno 'storico' ma diretta e brutale, nelle parole, ricordi, impressioni di Cloug stesso. Ci ritorno alla fine della lettura, ma per adesso lo trovo davvero un grande libro. CONSIGLIATISSIMO.


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